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Confessarsi e mentire: Vigdis Hjorth e la via norvegese all’autofiction

Partecipano all'evento:
Vigdis Hjorth, Natascha Lusenti

30 Aprile
ore 15:15

Dopo Eredità (Fazi 2020), il libro che l’ha resa celebre a livello internazionale, definito dal New Yorker la più grande storia letteraria scandinava degli ultimi vent’anni, la norvegese Vigdis Hjorth torna a esplorare il genere dell’autofiction con un romanzo dedicato al rapporto tra una madre e una figlia che non riescono a comunicare, il racconto di una famiglia in cui le bugie, i silenzi e i segreti si sciolgono lentamente sotto il flebile sole norvegese dopo decenni di gelo. A trent’anni dalla sua partenza Johanna torna in Norvegia e, rompendo il divieto di contattare la famiglia, telefona alla madre, che ora ha ottantacinque anni ed è vedova. Nessuna risposta. Per la famiglia, Johanna non esiste più: è morta quando ha mollato tutto per diventare pittrice. E oggi che è un’artista affermata sono persino i soggetti dei suoi quadri a irritare i suoi familiari che ci vedono distorsione e denigrazione, soprattutto per il modo in cui viene raffigurata la madre. Ma cosa fare quando si ha l’urgente bisogno di comprendere chi siamo? Dove cercare le risposte ai traumi irrisolti delle nostre vite? A I Boreali Vigdis Hjorth, per la prima volta in Italia, presenta Lontananza (Fazi 2021) in dialogo con Natascha Lusenti. 

In collaborazione con Fazi Editore.

Foto © Oliver Cole, Unsplash


Vigdis Hjorth

Nata a Oslo nel 1959, è una delle scrittrici norvegesi più conosciute e stimate. Ha esordito nel 1983 con Pelle-Ragnar i den gule gården, grazie … →

Natascha Lusenti

È da quasi dieci anni una voce dell’alba di Rai Radio2. Ha lavorato a lungo in tv come conduttrice, giornalista e autrice e, in precedenza, … →

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Confessarsi e mentire: Vigdis Hjorth e la via norvegese all’autofiction

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